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Perché il flamenco ama un suono ruvido

La voce roca del flamenco

El gallo ronco significa il gallo rauco. Il flamenco da sempre apprezza una voce cantata ruvida e bruciata, e questa guida spiega il termine, la sua storia e cosa ascoltare.

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Risposta rapida

I cantaores flamenchi sono spesso apprezzati per una voce aspra e roca che gli scrittori chiamano voz afillá, dal nome del cantante ottocentesco Diego el Fillo. Il termine è diventato comune solo dopo il libro di Antonio Mairena, e le voci più levigate sono altrettanto flamenche, quindi considerate l'asprezza come una qualità da ascoltare tra le altre, non come una prova.

Un nome che significa roco

El gallo ronco in spagnolo significa il gallo roco, e ronco è la parola di tutti i giorni per dire roco. Il flamenco ha un orecchio proprio per quel suono. Dove il canto classico punta spesso a un tono limpido e rotondo, gli ascoltatori di flamenco hanno da sempre ammirato una voce con della grana dentro, una texture che suggerisce il peso delle parole. Il nome del tablao è un pretesto comodo per cercarla, e questa guida è un contesto, non un'affermazione sul locale.

Da dove viene la voz afillá

Gli studiosi di flamenco fanno risalire il termine a Diego el Fillo, un cantante del XIX secolo. Andalucia.com indica le sue date dal 1820 al 1878 e dice che la sua voce aspra, bruciata, gitana divenne nota come voz afilla, una qualità ancora oggi molto apprezzata. La stessa pagina lo definisce il primo artista flamenco a essere pagato per le esibizioni, e dice che trascorse molto tempo a Triana, che definisce una Mecca gitana dell'epoca. Gli attribuisce anche la creazione della siguiriya de cambio, una forma del cante jondo. La parola ha una discendenza precisa, il che spiega perché cantanti e critici la usino con una certa reverenza.

Una parola recente per un gusto antico

La parola è più giovane del gusto. Un articolo su De Flamenco osserva che il termine era raramente sentito tra i flamencos negli anni precedenti, e che appassionati e accademici iniziarono a usarlo dopo il libro di Antonio Mairena Mundo y Formas del Cante Flamenco. Questo aiuta a calibrare cosa significa il termine: dà un nome a una qualità che gli ascoltatori già conoscevano, non a una regola che i cantanti seguivano. Il visitatore può usarlo allo stesso modo, come etichetta per un suono che potrebbe sentire, e non come una prova che il cantante deve superare.

Aspra e levigata, entrambe flamenche

Lo stesso articolo di De Flamenco solleva un punto che vale la pena tenere a mente: la qualità flamenca non dipende solo dalla voce. Descrive Perla de Cádiz come dotata di una voce più levigata che non è meno flamenca, e si chiede se Tomás Pavón manchi del tutto di una voce flamenca, suggerendo che una voce levigata può comunque portare l'arte. Menziona anche la raucedine permanente di Fernanda de Utrera come parte della sua potenza drammatica, e il suo autore sostiene che l'asprezza da sola non decide la qualità. La lezione è l'equilibrio: l'asprezza è apprezzata, ma fraseggio, tempo e sentimento contano altrettanto.

Cosa ascoltare

Quando il cantante inizia, ascoltate prima l'attacco: la voce si apre limpida o con un raschio? Poi seguite come gestisce le note lunghe e tenute, dove la raucedine si mostra di più. Notate dove la voce si incrina e si riprende, e come la chitarra le lascia spazio. Non aspettatevi che ogni cante la presenti. Qualunque cosa sentiate, lo scopo del cantante è l'espressione, e la grana è uno degli strumenti.

La voce in una stanza piccola

Un piccolo tablao avvicina la voce a te. In un grande teatro, un microfono e la distanza levigano la voce; in una piccola sala, il respiro, la raucedine e i silenzi tra le frasi sono tutti udibili. È anche per questo che chi ama questa musica sceglie locali di piccole dimensioni. Significa anche che i momenti più silenziosi sono i più importanti, quindi resta immobile mentre il cantante è all'opera e trattieni qualsiasi reazione per la fine di una frase, quando sarà la sala stessa a guidarti.

A chi non è rivolto

Questa è la guida sbagliata se cerchi dettagli sui biglietti, di cui si occupa la guida dedicata, né se desideri una lezione tecnica di tecnica vocale. Le fonti qui sono il giornalismo e una breve biografia, non un manuale di canto. Il suo scopo è più modesto: offrire al visitatore un'idea da portare con sé nella sala, cioè che il suono ruvido che potrà udire è una tradizione e una scelta, non un difetto.

Domande frequenti

Cosa significa voz afillá?

Una voce ruvida, rauca, bruciata, associata a Diego el Fillo, un cantante del XIX secolo. Gli autori di flamenco la usano per una qualità che gli ascoltatori apprezzano.

Ogni cantante di flamenco ha una voce ruvida?

No. Gli autori osservano che le voci levigate, come quella di Perla de Cádiz, sono altrettanto flamenco. La ruvidezza è una qualità apprezzata, non un requisito.

Chi ha reso popolare il termine?

De Flamenco afferma che è diventato comune tra appassionati e accademici dopo il libro Mundo y Formas del Cante Flamenco di Antonio Mairena.

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Fonti

  1. Andalucia.com: Diego el Fillo
  2. De Flamenco: Three cantaoras
  3. The Flamenco article on Wikipedia
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